giovedì 28 maggio 2015

Gerald Bruneau, il fotoreporter che incontrò Paula Cooper nel braccio della morte di Indianapolis



Aveva sedici anni e fu condannata a morte per l'uccisione della sua insegnante di religione. Una campagna dei radicali contro la pena di morte la salvò dal braccio della morte. Si è suicidata ieri. RIP Paula Cooper .
Gerald Bruneau (dalla pagina Facebook)

Il servizio fotogiornalistico di Gerald Bruneau a Paula Cooper incontrata nel 1985

Gerald Bruneau, fotoreporter di fama internazionale, intervistò Paula Cooper nel 1985. Incontrò l’allora sedicenne nel braccio della morte di Indianapolis, dove la ragazza afroamericana attendeva la condanna a morte sulla sedia elettrica.
A marzo 2014 ho intervistato Gerald Bruneau  per il mensile “Minerva” e nella lunga chiacchierata toccammo anche il caso Cooper. Di seguito riporto un passaggio dell’intervista rilasciata da Gerald Bruneau in cui mi parla dell’incontro con la giovane condannata:

Gerald Bruneau: (…) Prima dell’esperienza ad Huntsville mi ero già occupato della pena di morte nel 1985 con Paula Cooper, la sedicenne condannata a morte per avere ammazzato la sua insegnante di religione.  Il caso scosse l’opinione pubblica perché era la più giovane condannata a morte della storia. Aveva ammazzato per futili motivi, per rubarle pochi dollari e la macchina, era completamente fatta, fu presa subito con la macchina rubata. Mi recai nel braccio della morte a Indianapolis, dove mi permisero di parlarle e fotografarla senza vetro.
Marzia Pomponio: Ricordo molto bene il caso Paula Cooper. A te che l’hai avvicinata che ricordo è rimasto?
Gerald Bruneau: Di un essere umano che ha pagato tutte le sue colpe. Mi disse più volte di essere dispiaciuta, che era completamente fuori di testa, aveva fumato, bevuto, non voleva proprio ucciderla, aveva perso la testa insomma. Ho incontrato anche il nipote della signora ammazzata (Bill Pelke, diventato attivista contro la pena di morte – ndr) che aveva perdonato e aveva anche organizzato una campagna per graziare la Cooper. La giustizia americana dà più facilmente la grazia se i parenti più stretti della vittima hanno perdonato l’assassino, e lui aveva perdonato e lottava per la grazia di questa ragazza. La vicenda mi sembrava interessante: il perdono.

Intervista su "Minerva":  http://www.minervaonline.it/2014/05/21/maggio-2014-2/

Paula Cooper aveva ottenuto la libertà solo due anni fa per buona condotta. È stata trovata morta con un colpo di pistola alla tempia martedì 26 maggio 2015. Probabile suicidio. Aveva 45 anni.

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