sabato 11 ottobre 2014

Da giovedì 09 ottobre è nelle sale “Io sto con la sposa”



Lo avevo lasciato nel 2007 in veste di autore di “Mamadou va a morire. La strage dei clandestini nel Mediterraneo”, pubblicato dalla Infinito Edizioni, quando lo intervistai per il magazine on line con il quale collaboravo. Oggi lo ritrovo nel ruolo di regista – insieme ad Antonio Augugliaro e Khaled Soliman Al Nassiry  – del docufilm “Io sto con la sposa”. Lui è Gabriele Del Grande, ideatore di ​“Fortress Europe”, il blog che informa sui decessi e i naufragi avvenuti nel Mediterraneo, dal 1988 ad oggi, degli emigranti africani nel tentativo di raggiungere l’Europa e divenuto la fonte principale di monitoraggio del fenomeno su scala europea. 
“Io sto con la sposa” è tratto da una storia realmente accaduta ai registi: a novembre 2013 Gabriele Del Grande, giornalista freelance nativo di Siena ma milanese di adozione, e Khaled Soliman Al Nassiry, poeta e scrittore nativo di Damasco da genitori palestinesi rifugiati in Siria, anche lui milanese di adozione dal 2009, incontrano cinque palestinesi e siriani scappati dalla guerra, sbarcati a Lampedusa e intenti a raggiungere la Svezia, privi di documenti. Nel tentativo di aiutare i cinque clandestini nella loro fuga inventano un finto matrimonio. A chi verrebbe in mente di fermare un corteo nuziale? Con l’aiuto di un’amica palestinese che si veste da sposa e una decina di amici italiani e siriani che si fingono invitati, il corteo attraversa mezza Europa eludendo i controlli. Quattro giorni di viaggio, tremila chilometri percorsi da Milano a Stoccolma, e un documentario dalla storia apparentemente inverosimile ma totalmente vera. Per realizzarlo non sono stati scritti testi né delineati personaggi ma tutto è in presa diretta: le scene, i dialoghi in cui si racconta la propria storia e si sogna sul futuro, le emozioni, la paura durante la fuga in treno e poi a piedi. Non ci sono attori né finzione, ma solo una guerra in atto e un popolo in fuga per aggrapparsi alla vita.
I registi per questa storia, in caso di denuncia, rischiano una condanna fino a 15 anni di carcere per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
«Sì perché “Io sto con la sposa” non è soltanto un documentario, ma anche un atto di disobbedienza civile. Siamo stanchi di dividere gli esseri umani in legali e illegali. E siamo stanchi di contare i morti in mare. Non sono vittime della burrasca, ma di leggi europee alle quali è arrivato il momento di disobbedire per riaffermare il principio della libertà di circolazione» ha dichiarato Gabriele Del Grande.
«Quando vedi arrivare gente del tuo paese e sai che stanno scappando da una guerra ha aggiunto Khaled Soliman Al Nassirysenti che stai facendo una cosa giusta. Aiutare anche una sola persona ad uscire da quel mare di sangue, ti fa sentire dalla parte del giusto.»
Presentato fuori concorso a settembre nella 71° Mostra del Cinema di Venezia prodotto con un crowdfunding on line riconosciuto come il più grande mai realizzato in Italia, con 100mila euro raccolti in 60 giorni da 38 paesi di tutto il mondo per un totale di 2.617 produttori dal basso – “Io sto con la sposa” è stato accolto con 17 minuti di applausi e ha vinto il Premio FEDIC, il premio HRNs - Human Rights Nights Award per il Cinema dei Diritti Umani e il Premio di critica sociale Sorriso diverso Venezia 2014.
Da giovedì 09 ottobre è distribuito nelle sale cinematografiche italiane da Cineama.


Per conoscere le date e i cinema della proiezione il link è:

video

La sera precedente la partenza da Milano
Il momento del passaggio della frontiera tra Italia e Francia

I tre registi. Da sin. Gabriele Del Grande, al centro Khaled Al Nassiry e Antonio Augugliaro alla Mostra del Cinema di Venezia a settembre 2014

Nelle ambasciate europee il loro passaporto vale carta straccia. Così ogni mese, migliaia di siriani e palestinesi si affidano ai contrabbandie­ri libici ed egiziani, per attraversare il Mediterraneo su imbarcazioni di fortuna. Fuggono dalla guerra in Siria e vengono a chiedere asilo politico in Europa. L’Italia è solo un paese di transito, l’obiettivo è la Svezia. Dopo lo sbarco in Sicilia, il viaggio riprende da Milano, in macchina, di nuovo nelle mani dei contrabbandieri. Con le leggi sull’immigrazione in vigore, non c’è altra soluzione. A meno che a quelle leggi qualcuno non decida di disobbedire. Noi l’abbiamo fatto. E in questo film vi raccontia­mo quello che ci è accaduto sulla strada da Milano a Stoccolma tra il 14 e il 18 novembre 2013.
(Gabriele Del Grande)




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