sabato 27 settembre 2014

Sul mensile “Minerva” la mia intervista a Valeria Paniccia, autrice e conduttrice di “Extraterreni”




La copertina di "Minerva" N. di settembre 2014
A cinque anni scavalcavo la rete del cimitero per andare a giocare con i miei compagni. A sedici anni quando passavo davanti a un cimitero facevo le corna, a trenta la croce e nel 2003 metto piede per la prima al Verano, dopo vent'anni che vivevo a Roma. È stata una scoperta meravigliosa. Da quel momento sono catapultata nel mondo dell'arte con installazioni e lavori visivi. Una sfida assolutamente imprevedibile e sorprendente.
(Valeria Paniccia)

 Per anni mi sono chiesta se succedesse anche ad altri: entrare nei cimiteri e avere la sensazione di trovarsi in un’immensa e secolare biblioteca che custodisce preziosi romanzi biografici. Non c’è la morte, ma la vita che ancora pullula tra le tante pagine di un libro che si spalanca all’improvviso con la voglia di raccontarsi. Dirigersi verso alcune tombe che attraggono per un volto particolarmente bello e comunicativo, o un monumento edificato a commemorazione, e chiedere informazioni nella speranza  che qualcuno possa darti la chiave di accesso alla storia.
C’è qualcuno che ne ha fatto addirittura un programma televisivo, diventato poi un libro, una mostra su lenzuola e infine una trasposizione teatrale al Piccolo Eliseo di Roma. Lei è Valeria Paniccia.
Ci incontriamo per una lunga chiacchierata nella sua abitazione di Roma, a poca distanza dal Colosseo. La comune passione per le storie vere, che raccontano nei secoli i cambiamenti culturali e sociali di un’epoca, ci fa entrare subito in sintonia.
Valeria Paniccia con Josè Saramago durante le riprese di "Extraterreni"
Con “Extraterreni”, da lei ideato e condotto, andato in onda per tre anni su RaiSat Extra e poi su Rai News,  ha visitato i cimiteri delle principali città italiane ed estere facendosi accompagnare da guide d’eccezione: dall’astrofisica Margherita Hack alla scrittrice Cesarina Vighy, il premio Nobel per la letteratura Josè Saramago, l’architetto e designer di fama internazionale Gae Aulenti,
Valeria Paniccia con Pupi Avati
Giorgio Albertazzi, Pupi Avati, Demetrio Volcic, Toni Servillo, Gabriele Muccino, don Luigi Ciotti, solo per citarne alcuni. Nelle sue passeggiate ha fatto conoscere i monumenti sepolcrali realizzati tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900 da grandi scultori – sconosciuti alla gran parte degli italiani per pura scaramanzia verso il luogo – e svelato la storia di quei bellissimi corpi femminili, “adagiati sui letti di morte perfettamente a loro agio”,
Valeria Paniccia con Gabriele Muccino al cimitero di Hollywood Forever
come il monumento in marmo di Carrara della “fidanzatina” del Monumentale di Milano, morta forse suicida per amore e dall’epigrafe di struggente bellezza: “Non dire ad alcuno perché sono morta”,  o quello di Isabella Airoldi Casati, morta di parto e raffigurata con una coperta adagiata sul ventre prominente dal maestro dell’Accademia di Brera Enrico Butti, o il bronzo in memoria di Berthe Bonnin Grosso, che lo scultore Eugenio Baroni ha voluto in piedi, leggermente ripiegata in avanti con le braccia rilassate lungo i fianchi, in segno di resa al destino avverso, mentre stringe tra le mani la cuffietta da neonato della sua bambina, Ornella,  morta  appena nata, il 21 maggio 1912. Sculture scoperte per caso, che hanno fatto conoscere storie sconosciute ma che hanno riportato alla luce anche personaggi celebri e coloro che un tempo lo sono stati per poi finire nell’oblio, come l’attrice inglese Belinda Lee all’Acattolico di Roma, compagna all’epoca del regista Gualtiero Jacopetti, deceduta a soli 25 anni, nel 1961, in un incidente stradale che all’epoca rimbalzò sulle copertine di tutte le principali testate, o il soprano Claudia Muzio, la “divina” della lirica che ispirò Maria Callas.
Il libro di Valeria Paniccia edito da Mursia
Molte delle cose sfuggite alla telecamera sono state raccolte nel libro “Passeggiate nei prati dell’eternità”, edito da Mursia, arrivato a ben quattro edizioni in un solo anno. Nel libro si scoprono aneddoti della vita e della personalità di personaggi storici, da Mazzini – legatissimo alla madre, Maria Drago – a Gramsci, Anna Kuliscioff,  ma anche di volti che hanno fatto la storia della tv come Mariele Ventre, Wanda Osiris, Dalida, o spostandoci oltre oceano, Greta Garbo, Hattie Mc Daniel, l’attrice di colore divenuta celebre per il ruolo di Mamy in “Via col vento”, sepolta all'Angelus Rosedale Cemetery di Los Angeles, per motivi razziali.
Uno dei libri più interessanti che abbia letto, strutturato con una precisione certosina, scritto da una persona curiosa intellettualmente e attenta.
Tutto ciò vi sembra folle? Vi sbagliate. Valeria Paniccia regala un viaggio nel tempo che vi cambierà le prospettive… sulla via del ritorno.
L’intervista può essere letta scaricando il numero di settembre di “Minerva” all’indirizzo www.minervaonline.it.
 Il sito di Valeria Paniccia è www.valeriapaniccia.com

 
La "fidanzatina" del monumentale di Milano - Foto di Valeria Paniccia


Il monumento del maestro dell'Accademia di Brera Enrico Butti per Isabella Airoldi Casati al Monumentale di Milano - Foto di Valeria Paniccia
 
Monumento a Berthe Grosso al cimitero Staglieno di Genova realizzato dallo scultore Eugenio Baroni nel 1912  - Foto di Valeria Paniccia

 
Tomba di Belinda Lee all'Acattolico di Roma
Belina Lee





















 
Monumento sulla tomba del soprano Claudia Muzio all'Acattolico di Roma - Foto di Valeria Paniccia

Valeria Paniccia al cimitero di Hollywood Forever di Los Angeles davanti la tomba dell'attrice Bette Davis morta nel 1989. Il suo epitaffio così recita: "She did it the hard way"
 
E un altro fatto certo, sconvolgente e silenzioso, avverrà a breve: le città dei morti, per legge, saranno destinate a sparire. Affrettiamoci a visitare tombe e cimiteri, oggi ancora portatori di senso. Le lapidi sono porte, non muri.
Valeria Paniccia, Passeggiate nei prati dell'eternità,Mursia, Milano, 2014, IV Ed.



La sola cosa immortale è la memoria – cit. di Ugo Foscolo in “Passeggiate nei prati dell’eternità”

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