sabato 20 settembre 2014

Buon compleanno Donna Sofìa



Quando tra il settembre 1943 e il maggio 1944 Alberto Pincherle, più conosciuto con il nome di Alberto Moravia, si rifugiò con la scrittrice Elsa Morante, sposata da appena due anni, sulle montagne di Fondi, in provincia di Latina, all’epoca considerata terra della Ciociaria (Frosinone), per nove lunghi mesi tra quegli sfollati c’era anche mia nonna materna con la sua famiglia, la mia bisnonna e i miei zii. Da bambina, mentre mia madre mi leggeva i libri di fiabe a lei appartenuti, mia nonna mi raccontava la sua esperienza durante la seconda guerra mondiale, su quei monti dove condivise l’esperienza con Moravia e la Morante. Quando vidi per la prima volta “La Ciociara”, interpretata da una giovanissima Sophia Loren nel 1960, diretta da Vittorio De Sica, conoscevo benissimo il dramma degli stupri da parte dei cosiddetti Goumier, soldati di colore, per lo più marocchini, algerini, tunisini e senegalesi, arruolati nell’esercito francese per combattere le forze nazi-fasciste. Dovevano essere gli eroi salvatori, coloro ai quali venne affidato il compito di aprire la strada ai soldati americani, ma si rivelarono dei selvaggi, commettendo atti di inaudita violenza e stupri di massa ai danni di donne e bambini (non bastando più le donne non risparmiarono neanche uomini e perfino animali). Le donne della mia famiglia restarono nascoste sulle montagne nonostante l’annuncio diffuso dell’armistizio. La fortuna o l’intuito di una calma solo apparente servì  a salvarle, a contrario di quanti fecero ritorno nei loro paesi, per prendere le loro cose o impossessarsi nuovamente della propria abitazione, o di quel che ne rimaneva. Quante e chi fossero le concittadine “acchiappate” mia nonna ha preferito non riferirlo mai, custodendo l'informazione fino alla tomba e insegnandomi il dono della riservatezza nel rispetto altrui. Sta di fatto che l’8 settembre non ebbe il sapore della vittoria, né delle tavolette di cioccolata gettate dai carri armati americani come ci hanno raccontato.
La Loren sul set de "La ciociara" con Raf Vallone e Eleonora Brown
Quando la sera del 09 aprile 1962 a Sophia Loren venne assegnato l’Oscar come migliore attrice protagonista per il ruolo di Cesira ne “La ciociara”, quel premio - che l’attrice non ritirò personalmente - lo vinsero tutte le vittime di quegli stupri di massa. La Loren, infatti, nel suo pianto e nelle urla di rabbia seppe dare voce,  con struggente realismo, a circa 6mila donne e bambine stuprate, che per anni si sono chiuse nel silenzio della vergogna - tanto che alcune preferirono il suicidio - portando all’attenzione internazionale una pagina di storia rimasta per lungo tempo occultata, e ricordata in seguito con il termine “marocchinate”.
Sono d’accordo con quanti, nella provincia di Frosinone, dove ebbero inizio le violenze dei Goumier, vorrebbero istituire il giorno della memoria. Tra Fondi e Lenola, dove questi crimini raggiunsero il picco di violenza, dovrebbero ergere una statua in ricordo di queste donne, e avere il volto di Sophia Loren.
Grazie Donna Sophia.

Foto di Marzia Pomponio

La foto delle impronte di Sophia Loren sulla Walk of  Fame di Los Angeles non è nuova, lo so, ma ho avuto il privilegio di scattarla personalmente durante la mia permanenza negli Stati Uniti nel 2008. Un mio modo per rendere omaggio alla diva italiana nel giorno del suo ottantesimo genetliaco.

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