giovedì 22 maggio 2014

Sul mensile “Minerva” la mia intervista a Gerald Bruneau, il fotoreporter che ha firmato esclusive per le più grandi riviste internazionali



La copertina di Minerva di maggio
“Minerva” di maggio è on line con la mia intervista a Gerald Bruneau.

Ci siamo incontrati per caso in due feste di compleanno di amici in comune, non sapevo chi fosse, perché lui per mestiere sta dietro una macchina fotografica e la notorietà del proprio nome precede quella del volto.  Quando mi è stato detto chi fosse e cosa facesse ammetto di essermi rimproverata a lungo per avere fatto sfuggire l’occasione di parlare con un guru del fotogiornalismo, quello d’assalto, che sfida i pericoli per rincorrere la notizia. Immaginate ora la felicità quando a mia insaputa me lo sono trovato ospite a cena da amici in comune.

Gerald Bruneau - Foto di Valeria Paniccia
Lui è Gerald Bruneau, uno dei fotoreporter più famosi al mondo. Ha firmato reportage per le più grandi testate internazionali: il “Washington Post”, il “Time”, il “Newsweek”, “Le Figaro”, “Le Monde”, “Vanity Fair”, il “Corriere della Sera”. Il suo obiettivo ha immortalato la storia internazionale degli ultimi trent’anni. Gerald è curioso, non si ferma al superfluo, quando una storia lo colpisce vuole capire, non gli interessa il personaggio vuole cogliere la persona, e i suoi scatti diventano il percorso di un sub negli abissi dell’animo umano.
La sua professione gli fa guardare il mondo da una postazione privilegiata, quella di chi ha il vanto di poter dire “io c’ero”, motivo per cui quando ho iniziato a parlargli più che un’intervista la mia ha assunto i tratti di un interrogatorio: dall’esperienza nella Factory di Andy Warhol nella New York degli anni ’70 al braccio della morte di Huntsville nel Texas, sulle tracce del detenuto Joseph Paul Jernigan utilizzato per il progetto del “Visible Human Project”, dove conosce Henry Lee Lucas, il più temuto serial killer nella storia degli Stati Uniti con circa 600 macabri omicidi;  e poi a Indianapolis per il caso di Paula Cooper che nel 1985 scosse l’opinione pubblica mondiale e mobilitò Papa Giovanni Paolo II. Ha seguito la campagna  elettorale di Jesse Jackson, il secondo afro americano nella storia a candidarsi alla Casa Bianca; nel conflitto arabo-israeliano è andato sulle tracce del nipote di Trockij (Lev Trockij, politico e rivoluzionario russo, morto assassinato nel 1940), che a Gerusalemme faceva parte del Kach, gruppo religioso di estrema destra. A Città del Messico è  sceso nei sotterranei  per il servizio sui bambini che vivono nelle fognature e respirano quotidianamente polvere e solventi nocivi come l'activo, utilizzato nelle vernici e inalato come  droga per smorzare il senso della fame. Lì Gerald è stato sequestrato e per due ore tenuto sotto minaccia. Quando gli ho chiesto se almeno in quell’occasione avesse temuto per la propria vita mi ha risposto: “Un po’ di perplessità, però realmente non riuscivo ad avere paura, erano bambini”. “Sì sono bambini ma solo cronologicamente, perché poi …”,  ho insistito, pensando mi stesse mentendo per orgoglio maschile, chiunque avrebbe avuto paura a vedersi circondato da adolescenti drogati, fuori di sé, che ti minacciano stringendo tra le mani bottiglie di vetro rotte, consapevoli che non hanno nulla da perdere, per giunta a non so quanti metri sotto terra dove a nessuno probabilmente verrà mai in mente di venirti a cercare. “Sono sempre bambini anche quando non lo sembrano più. Trovi  sempre il bambino che c’è dentro il bambino”…  quella sonda sensibile che all’Artista permette di cogliere suoni che restano muti alla massa. Grazie Gerald.

L’intervista può essere letta all’indirizzo www.minervaonline.it
   
Di seguito pubblico alcune fotografie, per gentile concessione di Gerald Bruneau.

Andy Warhol fotografato nel 1980 da Gerald Bruneau

La sala colloqui nel braccio della morte di Huntsville, Texas (Stati Uniti) - Foto di Gerald Bruneau

Il più temuto serial killer degli Stati Uniti, Henry Lucas, fotografato  nel braccio della morte di Huntsville, Texas (Stati Uniti) da Gerald Bruneau

Il reportage sui bambini dei sotterranei di Città del Messico realizzato da Gerald Bruneau per l'inserto "Sette" del "Corriere della Sera"

Bambini nei sotterranei di Città del Messico - Foto di Gerald Bruneau

Un collage di foto dei bambini di Città del Messico - Foto di Gerald Bruneau

Alcuni scatti di Gerald Bruneau in mostra al Museo dell'Ara Pacis a Roma

Giulio Andreotti fotografato a Pechino da Gerald Bruneau. La fotografia è anche ironia.

L'ex ministro Annamaria Cancellieri fotografata da Gerald Bruneau. Un incidente di fili diventa occasione di scatto ironico.

Il premio Nobel Dario Fo fotografato da Gerald Bruneau

Il servizio fotografico di Gerald Bruneau a Rita Levi Montalcini per Vanity Fair


Nessun commento:

Posta un commento