lunedì 21 aprile 2014

Eleonora Duse a 90 anni dalla morte



Novant’ani fa, esattamente come oggi in un Lunedì di Pasqua, moriva Eleonora Duse, la più grande attrice drammatica di tutti i tempi, simbolo indiscusso del teatro tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, l’unica che riuscì ad ottenere la fama anche all’estero dove recitò sempre e solo in lingua italiana.
In omaggio alla “Divina” Duse pubblico delle notizie e delle immagini poco conosciute di questa grande Artista.

- Nasce il 03 ottobre 1858 in una camera d’albergo, il “Cannon d’Oro” di Vigevano, in provincia di Pavia, dove i genitori, Vincenzo Duse in arte Alessandro e Angelica Cappelletto, attori girovaghi di scarse fortune, sono in tournée con la loro compagnia.

- Il suo nome di battesimo è Eleonora Giulia Amalia.
Il certificato di Battesimo così recita:
L'anno del Signore 1858 e alle cinque del mese di ottobre alle ore quattro pomeridiane nella Parrocchia di S. Ambrogio Comune di Vigevano è stato presentato alla Chiesa un fanciullo di sesso femminino nato il 3 del mese di ottobre, alle ore 2 antimeridiane, nel distretto di questa Parrocchia, figlia del sig. Duse Vincenzo fu Luigi, di professione artista drammatico, domiciliato a Vigevano, e della signora Angelica Cappelletto, di professione benestante, domiciliata a Vigevano (coniugi Duse), cui fu amministrato il battesimo da me sottoscritto, vice-parroco, e sono stati imposti li nomi di Eleonora, Giulia, Amalia, essendo stato padrino Duse Enrico, di professione artista drammatico, Domiciliato a Vigevano. L'indicazione della nascita con richiesta del battesimo è stata fatta dal padre della neonata.
FIRMA DEL RICHIEDENTE
FIRMATO: VINCENZO DUSE
FIRMATO: TEOL. PRADIS CARLO



- Rappresenta una rottura con la recitazione dell’epoca: non usa trucco quando va in scena affinché il pubblico possa vedere rossori, sudorazioni, pallore che l’attrice vive realmente nell’interpretazione del personaggio. È l’ideatrice di una tecnica che definisce “l’eliminazione di sé”. Gestualità delle mani e mimica facciale rappresentano i punti cardini di una recitazione che le vale l’appellativo di “Divina”. Anche la postura è innovativa quanto sfrontata: seduta con le gambe divaricate sotto i lunghi abiti,  i gomiti sulle ginocchia, recita guardando verso il basso, oppure in piedi con le braccia sui fianchi.
Eleonora Duse nel 1890 in "La signora delle Camelie"


Eleonora Duse in "La signora delle Camelie"

Eleonora Duse nel 1891 ne "La Locandiera" di Goldoni
Eleonora Duse

- I nipoti dell’attrice, i due figli della sua unica figlia, Enrichetta (nata il 7 gennaio 1882 dal matrimonio con l’attore Tebaldo Cecchi, nome d’arte di Tebaldo Marchetti, durato solo tre anni), sono diventati entrambi religiosi dell’Ordine Domenicano. Harry Edward, nato nel 1910, è diventato Padre Sebastiano, morto nel 1967 a 57 anni, e Eleonora Ilaria, nata nel 1912, è diventata Suor Maria (Sister Mary of St. Mark), morta nel 2001. Sono vissuti a Cambridge dove la loro madre, Enrichetta, si era trasferita dopo le nozze con un professore di lingue dell’Università di Cambridge, Edward Bullough. L’accostamento alla fede dei nipoti della Duse è avvenuto attraverso le letture de “La Divina Commedia” di Dante, testo che appassiona il prof. Bullough il quale nella traduzione si fa aiutare da sua moglie, diventata anche lei fervente cattolica. 
La casa di Cambridge è stata donata su volontà della figlia di Eleonora Duse, Enrichetta Marchetti, ai Frati domenicani, che l’hanno trasformata in convento, mentre l'abitazione di Asolo di proprietà della Duse è stata donata alla parrocchia. Enrichetta è morta nel 1961.
Eleonora Duse e la figlia Enrichetta Marchetti nel 1887

Un'anziana Eleonora Duse con i nipoti Harry e Eleonora Ilaria, diventati Padre Sebastiano e Suor Maria
Suor Maria, al secolo Eleonora Ilaria Bullough, nel cimitero di Asolo nel 1997

- Nel 1896, durante una tournée teatrale di Eleonora Duse a Washington, l’allora presidente degli Stati Uniti, Grover Cleveland, e sua moglie, organizzano un tè alla Casa Bianca in suo onore. Mai più è accaduto un evento del genere per nessun altra attrice.

Eleonora Duse nel 1896

- La storia con lo scrittore Gabriele D’Annunzio - durata tra alti e bassi circa dieci anni, destando scandalo perché lui, più giovane di 5 anni, era già spostato con tre figli e una figlia nata da una relazione extraconiugale - si interrompe definitivamente con la pubblicazione nel 1900 de “Il Fuoco”, romanzo in cui D’Annunzio, attraverso i personaggi di Stelio e Foscarina, racconta la relazione con la Duse, rendendo pubblici anche gli aspetti più intimi e definendo la grande artista patetica e vecchia.

- L’unica documentazione che ritrae l’attrice in movimento è il film muto “Cenere” di Febo Mari, girato nel 1916 e tratto dall’omonimo romanzo di Grazia Deledda.

Nel 1916 nel film muto "Cenere"
 
- Nel 1923 è stata la prima attrice italiana a comparire sulla copertina della rivista “Time”.


- La sua vita si è spenta lì dove era iniziata: in una camera d’albergo. La numero 524 dell'Hotel Schenley di Pittsburg (Pennsylvania), il 21 aprile 1924, un Lunedì di Pasqua. Negli Stati Uniti era impegnata in una lunga tournée iniziata a New York e proseguita per Boston, Chicago, Filadelfia, Los Angeles, San Francisco, Indianapolis, Detroit, Cleveland e infine Pittsburg, dove la morte la coglie a 65 anni per l’aggravarsi di una polmonite.  Le esequie si celebrano a New York, poi il feretro è imbarcato sulla nave Duilio diretta in Italia, dove a Roma si svolgono i funerali di  Stato.

I funerali di Eleonora Duse a New York

I funerali di Eleonora Duse ad Asolo (Treviso)
- La sua tomba si trova nel cimitero di S. Anna ad Asolo, in provincia di Treviso, secondo la volontà dell’artista che ad Asolo aveva una casa dove soggiornava spesso. In una lettera ha manifestato la volontà di essere seppellita con il volto verso il Monte Grappa, per amore dell'Italia e dei soldati assistiti durante la Prima Guerra Mondiale.

La tomba di Eleonora Duse ad Asolo (Treviso)

- Le lettere inviate dalla Duse a sua figlia, Enrichetta, scritte tra il 1892 e il 1924, sono custodite nella "Stanza del Tesoro" della Fondazione Cini di Venezia e fanno parte del “Fondo Sister Mary of St. Mark”, insieme a vestiti, mobili, oggetti, libri e copioni donati nel 1968 dalla nipote della Duse, la figlia di sua figlia Enrichetta, Suor Maria, all’anagrafe Eleonora Ilaria Bullough.

- Di Eleonora Duse Hermann Hesse scrisse: «La sua recitazione, anche quella delle mani, è favolosamente fine, sensibile e trascinante; la sua meravigliosa voce è capace di ogni sfumatura e riesce ad essere commoventemente infantile o far gelare il sangue nelle vene». 


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