mercoledì 2 ottobre 2013

Sempre più bambini muoiono di leucemia nella “Terra dei Fuochi” in Campania. A rischio tumori tutta l’Europa



Dalla pagina facebook di Selvaggia Lucarelli del 29 settembre: ·
Ricevo e pubblico la mail di Roberta. Vive a Trentola Ducenta, un piccolo comune dell'aversano avvelenato dai rifiuti tossici. È una mail bellissima e straziante. La mail di una ragazza di 19 anni che vede la sua generazione già spacciata e combatte per regalare un futuro migliore alle generazioni che verranno. A 19 anni. Ripeto. A 19 anni:

Cara Selvaggia,
mi presento: sono Roberta, una studentessa campana che quotidianamente ti legge e ammira qualsiasi cosa tu scriva, e per questo mi prendo anche la briga di darti del “tu”.
Mi diverto spesso a leggerti soprattutto perché ho l’impressione che tu mi legga nel pensiero. Sinceramente non so se ricevi lettere da fan, io lo faccio per un motivo fondamentale: abito a 5 minuti da Aversa, Trentola-Ducenta, un paesino di 18mila abitanti, che vive come tutti i paesi limitrofi l’orrore dei rifiuti tossici; e proprio qualche giorno fa, quando hai scritto quel post, mi sono detta “ Ecco perché la ammiro tanto”.
Non so se segui le vicende che affliggono la mia terra, sarebbe difficile sapere tutti i disagi che noi viviamo perché davvero siamo abbandonati da tutti: politici e media!Viviamo una situazione tragica. Purtroppo la nostra terra è contaminata, senza aiuti è difficile mantenere viva anche la speranza che un giorno tutto questo possa finire. Anche se ho solo 19 anni, ogni volta che combatto lo faccio solo per le generazioni future: chi vive qui ormai è già contaminato. In ogni famiglia c’è almeno un malato di tumore, un bambino che muore di leucemia, o qualsiasi altra cosa che possa dipendere da quei maledetti rifiuti tossici. Durante questa estate e ancora adesso, un giorno sì e l’altro pure, non appena scattavano le ore 18 era possibile guardare nuvole nere di fumo formarsi nel cielo. Ti sembrerà strano ma qualsiasi manifestazione non ha nulla a che fare con la politica. Il mio popolo è stanco, non è più interessato alle questioni di destra o sinistra, noi abbiamo bisogno di aiuto! Le televisioni non ci aiutano, sono pochi i casi in cui si racconta il dramma che viviamo quotidianamente, è più importante parlare da dieci giorni, 24h su 24, del matrimonio di Belen, con tutto il rispetto parlando!
La mia terra, per quanto si possa raccontare tutto il male del mondo, è piena di ragazzi che vogliono un futuro roseo, di bambini che sognano di diventare calciatori e di bambine che sognano di diventare modelle, genitori che lavorano per far sì che i loro bambini possano realizzare questi sogni senza la preoccupazione di arrivare o meno a 50 anni senza ammalarsi di tumore. È inutile negarlo, qui la camorra c’è e ci sta uccidendo. Sta uccidendo i bambini che diventeranno uomini, sta uccidendo i ragazzi come me ricchi di sogni, ha già ucciso le nostre falde acquifere, le nostre campagne e la frutta che deriva da esse, ha ucciso il mare. Ora qui è tutto morto. Dobbiamo fare qualcosa, e tu ci devi aiutare. Parlane sui giornali per cui lavori, sulla tua pagina Facebook, qualsiasi cosa che possa muovere un po’ le anime. Questo dramma deve finire, non per me, ma per i bambini innocenti che sono costretti a vivere qui. Ho voglia di annusare solo l’odore del vino, che da tradizione, in questo periodo, regna sovrana nelle strade dei paesi dell’Agro Aversano. Aiutaci a reagire. Grazie dell’attenzione.
29/09/2013 Trentola- Ducenta Roberta


ARTICOLO PUBBLICATO STAMATTINA DA “NAPOLI TODAY” :

Le Iene nella Terra dei Fuochi: prodotti contaminati sulle tavole di tutta Europa.
Coltivati accanto a discariche, su terreni inquinati. Irrigati con acqua contaminata e poi venduti alle multinazionali del surgelato. I veleni della Campania riguardano tutti, nessuno si senta escluso
  
Lo ripetiamo spesso: i problemi che attanagliano il territorio tra Napoli e Caserta, noto come 'La Terra dei Fuochi' non riguardano solo noi che ci viviamo, ma riguardano l'Italia intera. In primo luogo perché siamo tutti cittadini di un'unica nazione e quindi con gli stessi diritti, e, in secondo luogo, perché i prodotti contaminati, coltivati su terre inquinate dai continui roghi tossici, da sversamenti abusivi di materiale nocivo e persino da discariche 'legali' infarcite in modo criminale anche di scarti tossici, finiscono nel piatto di tutta Italia e perfino di una bella fetta d'Europa. Nessuno può e deve sentirsi escluso.
In un servizio intitolato “La camorra uccide anche senza pistole” del programma TV “Le Iene”, andato in onda ieri sera 1° ottobre, la giornalista Nadia Toffa arriva nella Terra dei Fuochi e mostra tutto il ciclo di smaltimento criminale: i rifiuti tossici trovati interrati o lasciati in strade e campagne per poi essere incendiati non sono rifiuti urbani, ma scarti industriali (molti provenienti da aziende del Nord: si cita la Caffaro di Brescia ad esempio) o frutto di lavorazioni in nero (pellami, vernici, collanti, solventi ecc...). Uno smaltimento, selvaggio e criminale, che abbatte notevolmente i costi per le industrie: costi che pagano i cittadini in termini di salute. I tumori, in questo territorio, sono triplicati in meno di vent'anni a causa soprattutto delle sostanze tossiche ingerite, ma anche di quelle respirate: lo dirà alla giornalista delle Iene, anche Antonio Marfella, medico 'per l'ambiente', che opera presso l'ospedale Pascale.
Toffa si reca sui luoghi maggiormente inquinati, ad alta presenza di roghi e discariche (legali e abusive) accompagnata da Don Patriciello, parroco di Caivano in prima linea contro l'avvelenamento ambientale, e poi da Raffaele Del Giudice, ex presidente di Legambiente Campania e oggi presidente di Asia Napoli, che spiega il meccanismo con cui la camorra versa il materiale tossico e poi lo dà alle fiamme.
Con Del Giudice, la giornalista si reca anche presso la ex discarica Resit di Giugliano, dalla quale escono fumarole continue prodotte dall'autocombustione di materiale altamente tossico. "Questo è un sito di interesse nazionale (Sin), dovrebbe essere soggetto a bonifica secondo la legge 426 del 1998 e invece è ancora così" dichiara il Presidente di Asia. A due passi, coltivazioni di pomodori e molti altri ortaggi: in terreni interdetti da anni alla coltivazione e, peggio ancora, irrigati con acqua di pozzi contaminati (anch'essi interdetti da anni a causa dell'alto tasso di inquinamento). La cosa ancora più drammatica è che questi ortaggi non solo sono coltivati, ma sono anche venduti al mercato della grande distribuzione come surgelati o in lattina (pomodori pelati e passata di pomodoro). Prodotti contaminati che finiscono, quindi, sulle tavole dell'intera Europa. Pomodori venduti a soli 8 centesimi al kg, una convenienza per chi è senza scrupoli. "Manca la presenza dello Stato, non c'è nessun controllo" dice sia Del Giudice durante al sopralluogo alla Resit ("si tratta di ecomafia, ci vuole l'esercito" dichiara l'ex numero uno di Legambiente Campania), che Patriciello quando mostra i resti di amianto e altre sostanze bruciate e pericolosissime a Caivano (e non solo) denunciate ormai da anni, migliaia di volte, persino all'ex ministro della Salute Balduzzi. Eppure sono ancora lì. Come è ancora lì tutto il resto: un sistema che non si arresta e intanto continua a fare vittime. Uno Stato che si è reso colpevole di molte omissioni, quando non di vere e proprie connivenze.
E se tutto questo non è sufficiente a chiarire in che dramma si trovano a vivere i cittadini campani (in cui comunque, ripetiamo, sono coinvolti tutti gli italiani), ci sono le parole di Filomena a chiudere ogni incertezza. Filomena, appena 26enne, si è ammalata di cancro lo scorso aprile e aveva rilasciato un'intervista a Toffa proprio durante la preparazione di questo servizio sulla Terra dei Fuochi. Pochi giorni fa il suo funerale. Se n'è andata lasciando due figli piccolissimi. E come lei in tanti. Persino i bambini: Francesco, Riccardo, Tonia, Marianna e molti, troppi altri. La domanda è: quanti ancora? e per quanto tempo ancora?
Intanto a migliaia le persone scendono in piazza in questi giorni: chiedono bonifiche sotto il controllo popolare, ma soprattutto chiedono la verità. I nomi di tutti i responsabili, sia tra le fila della camorra che tra quelle delle istituzioni.

Il servizio delle iene andato in onda in seconda serata ieri sera, 1 ottobre 2013:

video

Nessun commento:

Posta un commento