mercoledì 8 maggio 2013

Emergenza Femminicidio. La Casa Internazionale delle donne di Roma risponde




Si intitola “Femminicidio” il convegno organizzato per venerdì 17 maggio 2013 dalla Casa Internazionale delle donne di via della Lungara 19 a Roma.
In un periodo in cui la violenza sulle donne è notizia di cronaca quasi quotidiana, forse è responsabilità di ognuno di noi cercare di capire le dinamiche e soprattutto gli strumenti idonei a fermare quella che sembra essere diventata la moda perversa del momento.
Nel 2012 in Italia sono 124 le donne uccise, di queste il 40% sono state colpite a morte dal proprio compagno/marito o ex dopo che avevano già subito da questi atti di violenza. Dall’inizio del 2013 viene uccisa una donna ogni quattro giorni.
Il convegno della Casa Internazionale delle donne arriva all’indomani delle polemiche scoppiate dopo la dichiarazione rilasciata dal noto fotografo di moda, Oliviero Toscani, che interpellato sul femminicidio – lui che dei nudi femminili ne ha fatto una fortuna – ha dichiarato: "Le donne devono essere più sobrie, diano importanza all'essere più che al sembrare, solo così si possono evitare altri casi di femminicidio. Le donne non si devono truccare, mettersi il rossetto, devono volersi bene per quello che sono. La smettano di dover sempre sedurre, altrimenti finiranno per sedurre solo maniaci e i violenti”.
Il Presidente dell’Associazione Telefono Rosa, Maria Gabriella Moscatelli, ha prontamente ribadito: “Secondo lui per non essere violentate o uccise dobbiamo metterci tutte il burqua in modo da non provocare gli uomini? Siamo libere di vestirsi e truccarci come vogliamo, senza per questo dover correre il rischio di violenze".
Si fa riprendere dall’obiettivo fotografico con la schiena nuda e la scritta “Un abito scollato non vuol dire si” la giornalista e conduttrice su Rai Radio 1 di “La bellezza contro le mafie” Francesca Barra, che dall’Unità bacchetta il famoso fotografo con un articolo duro da non ammettere repliche.
Personalmente mi sono chiesta cosa avrebbe detto, se fosse ancora in vita, Oriana Fallaci, la toscanaccia storica femminista che concesse uno degli ultimi servizi fotografici proprio al noto fotografo, oggi sotto il mirino della polemica per la provocazione dal sapore maschilista vecchio stampo. Lei, la ribelle, partigiana, anticonvenzionale, che nel bellissimo “Lettera a un bambino mai nato”, pubblicato nel 1975, rivolgendosi al bambino che aspettava e che perse, immaginandolo di sesso femminile, così scrisse: “(…) essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non annoia mai. Avrai tante cose da intraprendere se nascerai donna. Per incominciare, avrai da batterti per sostenere che se Dio esistesse potrebbe anche essere una vecchia coi capelli bianchi o una bella ragazza. Poi avrai da batterti per spiegare che il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse la mela: quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza. Infine avrai da batterti per dimostrare che dentro il tuo corpo liscio e rotondo c’è un’intelligenza che chiede di essere ascoltata. Essere mamma non è un mestiere. Non è neanche un dovere. È solo un diritto fra tanti diritti. Faticherai tanto a ripeterlo. E spesso, quasi sempre, perderai. Ma non dovrai scoraggiarti. Battersi è molto più bello che vincere, viaggiare è molto più divertente che arrivare: quando sei arrivato o hai vinto, avverti un gran vuoto”.

L’articolo a firma di Francesca Barra su L’Unità del 07 maggio 2013

Fermate Oliviero Toscani e la sua soluzione per femminicidio 

su Un'ora nella vita del mondo

Caro Oliviero Toscani, ti regalo un mio scatto. Stampatelo e ripeti con me che un abito scollato, un rossetto, i tacchi non autorizzano nessuno a stuprarmi, bruciarmi, rovinarmi con l’acido, uccidermi, picchiarmi. E mi meraviglio che un uomo come te, che ha condotto battaglie con il suo strumento più intelligente, oggi polverizzi anni di emancipazione sostenendo che la soluzione al femminicidio sia, per una donna, “evitare tacchi e rossetto.” Mi meraviglio che tu non sappia che certe frasi forniscono alibi ad omuncoli che per anni si sono giustificati con il pretesto che una provocazione renda l’uomo ladro. In questo caso non soltanto omuncoli, ma assassini e stupratori. No, la questione è molto più seria, meno banale e tu ci devi chiedere scusa. Ora. E devi chiedere scusa alle ragazzine, alle bambine che nemmeno sanno cosa siano i tacchi eppure sono violentate o uccise (in India vorrei ricordarti che una bimba di 5 anni è morta dopo violenza carnale e dopo giorni di agonia). E devi chiedere scusa alla donna che incinta si stava recando in ospedale per un controllo e le hanno gettato l’acido. In Italia, maggio 2013. E devi chiedere scusa anche a chi, una sera, esce con i tacchi e il rossetto, e poi viene raggiunta da vigliacchi, folli, che abusano togliendo libertà a lei e a tutte noi. Irrimediabilmente. Io pretendo le tue scuse. Perché ogni giorno che indosserò i tacchi o il rossetto, ripenserò alle tue parole e avrò paura. Non del mondo, soltanto di uomini e parole simili. Qui lo scatto:

 

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